PREDICHE

PREDICA DEL 23 GIUGNO – PAST. GAETANO CAFA’

1) Il canto contraddistingue la vittoria del credente solo?

In mezzo alla scrittura troviamo i canti i salmi poesie cantate, parole di adorazione, preghiere, invocazioni, suppliche profezie cantate.

Troviamo il canto di Geremia lamentazioni, il canto di Adamo quando svegliandosi trova la sua donna Eva madre di tutti i viventi.

Troviamo nella scrittura il canto dei canti un inno all’amore di due sposi questo riflette l’amore che Dio in Cristo nostro sposo ha per noi.

La creazione intera canta le stelle raccontano le meraviglie del creato!

Ma un libro in particolare colpisce per l’attenzione rivolta alla rivelazione dell’adorazione di Dio e del l’agnello l’apocalisse dal canto del primo Adamo al canto di tutte le creature celesti e dei riscattati dal l’agnello!!!!

Rev 5:9  Essi cantavano un cantico nuovo, dicendo: “Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato e hai acquistato a Dio, con il tuo sangue, gente di ogni tribù, lingua, popolo e nazione,

2) Il canto ha un senso specifico.

Uno stornello romano recita canto per cantá, non è così per questo canto di vittoria non è un inno alla gioia fine a se stessa le implicazioni sono di vitale importanza e questo canto profeticamente appartiene a tutti noi che in Cristo siamo stati liberati dalla schiavitu del peccato.

L’ Egitto rappresenta il mondo ed i suoi valori gli idoli e la superstizione legata ad essi l’inutilità della loro forza, la tirannia degli uomini che schiavizzano altri uomini ed arrivano a perpetrare crimini di una crudeltà estrema come uccidere tutti i figli maschi per indebolire il popolo di Dio per renderlo debole e senza speranza.

Sapete cosa rappresenta per noi oggi quella decisione di uccidere ogni maschio nato? Che non ci sarebbe stata continuità nella progenie della speranza…..

Non sarebbe nato il re dei re dalla stirpe di Davide dalla casa di Giuda.

Non ci sarebbe stata nessuna redenzione e speranza per noi oggi.

Dio di Abramo, Isacco, Giacobbe sarebbe stato ricordato come una delle tante divinità dimenticata nel corso della storia.

Ma non è stato così Dio si rivela a Mosè prima di operare questa potente liberazione come l’Io sono.

Colui che È….

Exo 3:13  Mosè disse a Dio: “Ecco, quando sarò andato dai figli d’Israele e avrò detto loro: “Il Dio dei vostri padri mi ha mandato da voi”, se essi dicono: “Qual è il suo nome?” che cosa risponderò loro?”

Exo 3:14  Dio disse a Mosè: “Io sono colui che sono”. Poi disse: “Dirai così ai figli d’Israele: “l’IO SONO mi ha mandato da voi””.

Mosè con le sue debolezze e perplessità dice a Dio io sono lento nel parlare come posso farmi credere e capire L’Io Sono di Dio contrapposto al io sono di Mosè quasi un gioco di parole……

3) Il canto della vittoria esalta Dio!

Exo 15:1  📝  Allora Mosè e i figli d’Israele cantarono questo cantico al SIGNORE: “Io canterò al SIGNORE, perché è sommamente glorioso; ha precipitato in mare cavallo e cavaliere.

Exo 15:2  Il SIGNORE è la mia forza e l’oggetto del mio cantico; egli è stato la mia salvezza. Questi è il mio Dio, io lo glorificherò, è il Dio di mio padre, io lo esalterò.

Un Dio potente sopra ogni altro Dio.

Un guerriero.

Che opera meraviglie in quanto nella storia dell’umanità non si è mai vosto niente di simile è mai si vedrà.

Un popolo schiavo senza forza, senza armi, senza esercito che esce vittorioso da una pesante e opprimente schiavitu….

Pensa a quanti secoli sono dovuti passare per far valere i diritti fondamentali dell’uomo come individuo libero e avendo diritto di vivere dignitosamente.

La città di Dio é la città della lode, la città dell’uomo è nata nel segno del peccato e non può essere che una città di oppressione e schiavitu.

Nota la parola di inizio cavallo cioè il mezzo con cui ero inseguito e cavaliere colui che mi inseguiva significa che Dio quando ci libera non lo fa a metà ma opera completamente una grazia sufficiente e completa.

Lascia il nemico senza mezzi e lo rende inoffensivo per sempre….

Rom 8:31  Che diremo dunque riguardo a queste cose? Se Dio è per noi chi sarà contro di noi?

Rom 8:32  Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi tutti, non ci donerà forse anche tutte le cose con lui?

Rom 8:33  Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica.

Rom 8:34  Chi li condannerà? Cristo Gesù è colui che è morto e, ancor più, è risuscitato, è alla destra di Dio e anche intercede per noi.

Rom 8:35  Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?

Niente e nessuno potrà vincere e resistere all’avanzamento del regno eterno di Dio la Sua città è una città con fondamenta eterne basata sulle promesse fatte da Dio ai nostri padri della fede e saranno valide sempre perché Dio non rinnega se Stesso ha giurato per se stesso riguardo a noi che crediamo in Gesù Cristo nostro Signore.

Exo 15:6  La tua destra, o SIGNORE, è ammirevole per la sua forza. La tua destra, o SIGNORE, schiaccia i nemici.

Exo 15:7  Con la grandezza della tua maestà, tu rovesci i tuoi avversari; tu scateni la tua ira, essa li consuma come stoppia.

Exo 15:8  Al soffio delle tue narici le acque si sono ammucchiate, le onde si sono rizzate come un muro, i flutti si sono fermati nel cuore del mare.

Exo 15:9  Il nemico diceva: “Inseguirò, raggiungerò, dividerò le spoglie, io mi sazierò di loro; sguainerò la mia spada, la mia mano li sterminerà”;

Exo 15:10  ma tu hai soffiato il tuo vento e il mare li ha sommersi; sono affondati come piombo in acque profonde.

Exo 15:11  Chi è pari a te fra gli dèi, o SIGNORE? Chi è pari a te, splendido nella tua santità, tremendo anche a chi ti loda, operatore di prodigi?

Exo 15:12  Tu hai steso la destra, la terra li ha ingoiati.

Exo 15:13  Tu hai condotto con la tua bontà il popolo che hai riscattato; l’hai guidato con la tua potenza alla tua santa dimora.

Exo 15:14  I popoli lo hanno udito e tremano. L’angoscia ha colto gli abitanti della Filistia.

Il nemico era sicuro di vincere ed avere la meglio sul popolo di Dio aveva già la vittoria in mano ma non è stato così.

Riflessione finale.

Dio opera meraviglie e prodigi anche oggi noi siamo liberi in Cristo il nostro nemico alla croce era sicuro di vincere ma nella Sua debolezza Dio è grande proprio lì ha sconfitto è ridotto a nulla le fortezze della malvagità che ci tenevano in schiavitu il mare la morte era davanti a noi i nostri peccati ci accusavano ma siamo passati in mezzo senza avere alcun male e proprio lì la morte il peccato è satana con i suoi angeli è stato sconfitto per sempre.

Possiamo passare momenti di sconforto e angoscia ricordiamoci che Dio è grande il nostro liberatore è un Dio guerriero ch può resistergli? Chi gli può dire che fai?

Se Dio è per noi chi potrà essere contro?

PREDICA DEL 19 MAGGIO 2019 – PAST. GAETANO CAFA’

Capire il Tempo:

2Ti 3:1  Or sappi questo: negli ultimi giorni verranno tempi difficili;

2Ti 3:2  perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi,

2Ti 3:3  insensibili, sleali, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene,

2Ti 3:4  traditori, sconsiderati, orgogliosi, amanti del piacere anziché di Dio,

2Ti 3:5  aventi l’apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza. Anche da costoro allontànati!

2Ti 3:6  Poiché nel numero di costoro ci sono quelli che si insinuano nelle case e circuiscono donnette cariche di peccati, agitate da varie passioni,

2Ti 3:7  le quali cercano sempre d’imparare e non possono mai giungere alla conoscenza della verità.

2Ti 3:8  E come Iannè e Iambrè si opposero a Mosè, così anche costoro si oppongono alla verità: uomini dalla mente corrotta, che non hanno dato buona prova quanto alla fede.

Prologo:

Ignazio vescovo dei primi secoli scrive agli Efesini: “Questi sono gli ultimi tempi” ed esorta a temere l’ira avvenire e ad amar la grazia presente.

 I tempi saranno difficili sotto l’aspetto religioso perchè la cresciuta corruzione renderà più malagevole il conservare intatte la fede, la speranza e la fedeltà cristiane. Quei tempi Timoteo li potrà forse vedere, Dio lo sa.

 Ad ogni modo dev’esser prevenuto lui, e per mezzo suo anche i suoi compagni, del crescere delle difficoltà.

Capire i tempi e strategico.

  • Per non trovarsi impreparati alle sfide, del tempo Gesù stesso aveva avvertito i discepoli del fatto che sarebbero stati tempi di angoscia nel sermone sul monte parla apertamente di carestie persecuzione di falsi apostoli che perseguitandoli avrebbero reso culto a Dio.
  1. Per non essere ingannati.

Il nostro cuore è ingannevole il cuore dell’uomo lo è anche il mondo che rifiuta Cristo inganna con le sue lusinghe!

  • Per non trovarsi impreparati.

Sapere esattamente come saranno le cose e le strategie che satana usa per ingannare è fondamentale per vincere una guerra bisogna conoscere le armi del nemico.

  • Per non essere impauriti.

Gio_16:2  Vi espelleranno dalle sinagoghe; anzi, l’ora viene che chiunque vi ucciderà, crederà di rendere un culto a Dio.

Gesù sara sempre al nostro fianco non Temere è ripetuto più volte nella Scrittura Lui ha vinto il mondo è il Re!!!

“Ora sappi questo” è un monito valido oggi come allora Paolo si rivolgeva a Timoteo ma si rivolge anche a noi oggi importante sapere, conoscere per capire come camminare in un mondo ostile all’Evangelo di Dio alla buona notizia.

Dagli infedeli allontanati! Non significa isolarsi ma non fare come loro la cultura dominante è caratterizzata da queste caratteristiche:

2Ti 3:2  perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi,

2Ti 3:3  insensibili, sleali, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene,

2Ti 3:4  traditori, sconsiderati, orgogliosi, amanti del piacere anziché di Dio,

2Ti 3:5  aventi l’apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza. Anche da costoro allontànati!

Allontanati dai falsi cristiani chi finge di seguire Gesù ma in fondo segue la propria natura corrotta.

PREDICA DEL 5 MAGGIO 2019 – PAST. GAETANO CAFA’


La chiesa “Colonna e sostegno della verità” 2° PARTE

Seconda Parte:

  • Nella vera chiesa c’è Lo Spirito della Verità che guida verso la gloria del Padre attraverso il Figlio elevato in Gloria.
  • Dove c’è lo Spirito c’è verità questa viene sostenuta non per principi umani ma per un fondamento solido Gesù nostro Signore ed è anche la pietra angolare dove tutto l’edificio si regge ed è reso stabile.
  • La chiesa confessando la fede; mette in pratica i precetti di Dio,mostra al mondo che Dio vive in mezzo al Suo popolo.

Joh 13:35  Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri”.

  • La chiesa ama perché amata da Dio e si conosce dalla reciproca e familiarità la caratteristica dei veri discepoli è l’amore verso i fratelli in Cristo.
  • La chiesa riconosce Gesù la bene ed il fondamento della fede solo Cristo.
  • Lui è la pietra angolare Dio manifesto in carne nella natura umana.

1Ti 3:16  Senza dubbio, grande è il mistero della pietà: Colui che è stato manifestato in carne, è stato giustificato nello Spirito, è apparso agli angeli, è stato predicato fra le nazioni, è stato creduto nel mondo, è stato elevato in gloria.

Grande mistero adesso rivelato:

  1. Dio incarnato.
  2. Giustificato trovato senza peccato dallo Spirito Santo.
  3. Apparso risorto agli Angeli testimoni.
  4. Predicato nel mondo.
  5. Creduto nel mondo.
  6. Elevato in Gloria.

Predica del 28 Aprile 2019 – Past. Gaetano Cafà


La chiesa colonna e sostegno della verità” 1° PARTE

1 Timoteo 3:14-15

“Ti scrivo questa lettera, ma spero di poter venire presto da te. Tuttavia può darsi che io non venga presto; perciò voglio che tu sappia come devi comportarti nella casa di Dio, cioè nella chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità.»

 1Ti 3:16  Senza dubbio, grande è il mistero della pietà: Colui che è stato manifestato in carne, è stato giustificato nello Spirito, è apparso agli angeli, è stato predicato fra le nazioni, è stato creduto nel mondo, è stato elevato in gloria.

Paolo istruisce:

  1. Pastori:

Non è un’invenzione umana ma è istituita da Dio prima ancora che lo stato appoggiasse il cristianesimo, fondamentalmente sarebbe uno dei grandi doni che Dio ha dato alla chiesa.

È un servizio per la chiesa non per prestigio personale o guadagno ma semplicemente una buona opera.

Lo scopo:

La vita e la gioia di anime immortali per condurre le anime dalle tenebre alla luce di Dio.

Bisogna avere delle qualifiche:

  • Non deve dare scandalo dentro e fuori dalla chiesa.
  • Marito di una sola moglie non divorziato o avere più mogli.
  • Sobrio non pieno di eccessi nell’uso del denaro e attento al comportamento.
  • Non superficiale e responsabile.
  • Ospitale generoso verso i bisognosi.
  • capace di insegnare, di predicare la parola.
  • Non un ubriacone sobrio.
  • Non litigioso ma umile e gentile con tutti…..
  • Paziente.
  • Non avido di guadagni.
  • Che governi bene la famiglia se no come può governare la chiesa di Dio?
  • Non convertito da poco tempo……..non ignorante ma istruito bene nelle vie di Dio.
  • Diaconi

1Ti 3:8  Allo stesso modo i diaconi devono essere dignitosi, non doppi nel parlare, non propensi a troppo vino, non avidi di illeciti guadagni;

1Ti 3:9  uomini che custodiscano il mistero della fede in una coscienza pura.

1Ti 3:10  Anche questi siano prima provati; poi svolgano il loro servizio se sono irreprensibili.

1Ti 3:11  Allo stesso modo siano le donne dignitose, non maldicenti, sobrie, fedeli in ogni cosa.

1Ti 3:12  I diaconi siano mariti di una sola moglie, e governino bene i loro figli e le loro famiglie.

1Ti 3:13  Perché quelli che hanno svolto bene il compito di diaconi, si acquistano un grado onorabile e una grande franchezza nella fede che è in Cristo Gesù.

  • Allo stesso modo rispettosi onesti, e pronti al servizio.
  • Uomini provati e affidabili, ospitali e rispettosi.
  • In modo di avere franchezza nella buona testimonianza.
  • Irreprensibili.
  • Prima provati sul servizio svolto.
  • Anche le donne sobrie, fedeli, dignitose, non pettegole o maldicenti.

Predica del 14 Aprile 2019 – Past. Gaetano Cafà

Salmo 22 L’abbandono

1) “L’abbandono”

 Gesù esprime il dolore ma anche la speranza della riconciliazione:

Sal 22:1  Al direttore del coro. Su “Cerva dell’aurora”. Salmo di Davide. Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Te ne stai lontano, senza soccorrermi, senza dare ascolto alle parole del mio gemito!

Le stesse identiche parole che profeticamente vengono espresse nel Salmo chiamato il salmo della passione sono state pronunciate a distanza di secoli e con estrema precisione, lo stesso Salmo viene adesso realizzato alla croce!

Quello che era stato predetto della sofferenza del Servo dell’Eterno del Suo Unto si realizzava lì nel tempo e nella storia per marcare la validità del testamento scritto anni prima e cioè che alla morte di colui che fa il testamento chi crede riceve l’eredità promessa.

Paolo nelle sue lettere esprime chiaramente che la morte di Gesù ha procurato il riscatto, il Suo sangue ha pagato il debito contratto con il peccato del primo Adamo.

I riferimenti a Cristo sono evidenti ma la prima cosa che viene sottolineata è l’angoscia dell’abbandono.

Sono parole forti che esprimono pienamente una sofferenza profonda. Proviamo ad immaginare Davide che vede nella Sua vita l’angoscia dell’abbandono della sua famiglia, ricordiamo che Davide nella sua infanzia è stato disprezzato.

Ma anche quando al servizio del re Saul sperimenta la condizione di fuggiasco tutti lo avevano lasciato trovandosi solo in varie occasioni, braccato dal Re, allontanato dai suoi affetti, persino dalla moglie.

Dio sceglie Davide per rivelare l’atto di estrema sofferenza del figlio ed in un qualche modo permette che anche lui in prima persona sperimenti nella sua vita profetica lo stato di abbandono.

L’angoscia più profonda è proprio la paura di essere non semplicemente soli ma abbandonati da chi si ritiene il proprio Dio, cioè colui che si ama più di ogni altra cosa al mondo.

È come se alla tua vita togli la luce, le scopo di essere di esistere, non semplicemente solo ma abbandonato……

 Sal 22:3  Eppure tu sei il Santo, siedi circondato dalle lodi d’Israele.

 Sal 22:4  I nostri padri confidarono in te; confidarono e tu li liberasti.

 Sal 22:5  Gridarono a te, e furon salvati; confidarono in te, e non furono delusi.

 Sal 22:6  Ma io sono un verme e non un uomo, l’infamia degli uomini, e il disprezzato dal popolo.

Dio è Santo,  siede circondato dalle lodi del suo popolo, Ha sempre risposto al grido di aiuto. Non ha mai deluso chi confida in Lui!

2) Lo stato di serenità iniziale con la realtà del male.

Sal 22:6  Ma io sono un verme e non un uomo, l’infamia degli uomini, e il disprezzato dal popolo.

Sal 22:7  Chiunque mi vede si fa beffe di me; allunga il labbro, scuote il capo, dicendo:

Sal 22:8  “Egli si affida al SIGNORE; lo liberi dunque; lo salvi, poiché lo gradisce!”

Sal 22:9  Sì, tu m’hai tratto dal grembo materno; m’hai fatto riposar fiducioso sulle mammelle di mia madre.

Sal 22:10  A te fui affidato fin dalla mia nascita, tu sei il mio Dio fin dal grembo di mia madre.

A)In questi versetti emerge la consapevolezza da parte di Davide  di essere impotente davanti agli assalti, agli insulti, di chi si beffa di lui e persino di Dio. Questo è il disprezzo più profondo: fare leva sulla disgrazia e usarla come arma per infliggere una maggiore sofferenza.

È accaduto proprio così a Gesù, sulla croce, quando lo sfidavano a salvare se stesso come aveva fatto con gli altri!

I nostri peccati hanno reso Gesù il disprezzo degli uomini, lo hanno reso senza difesa contro le ingiurie……In modo speculare vede se stesso come un rifiuto ma ricorda che non è così. “Tu mi hai tratto in vita dal grembo materno. Per grazia tuo ho riposato fiducioso nel sul seno di mia madre. A te sono stato affidato fin dalla nascita.”

 Riposo. Fiducia. Sicurezza. Elementi essenziali alla vita e all’equilibrio psicofisico, che producono benessere.

Ma nella Sua angoscia il salmista non dimentica che Dio è buono e che la Sua grazia lo salverà!

Sal 27:9  Non nascondermi il tuo volto, non respingere con ira il tuo servo; tu sei stato il mio aiuto; non lasciarmi, non abbandonarmi, o Dio della mia salvezza!

Sal 27:10  Qualora mio padre e mia madre m’abbandonino, il SIGNORE mi accoglierà.

Osservazioni finali:

Il significato etimologico della parola “abbandono” è assai controverso: si va dal francese provenzale “a bàndon” che può significare vendere, disporre alla mercè, o anche mettere in balia di qualcosa o di qualcuno, al tedesco “ab-handen” che significa “fuori di mano”.

Nella nostra società sempre più corrotta si vive l’abbandono delle regole, della morale, del bene comune, in un susseguirsi di fatti che senza la coscienza dell’essere sono slegati da qualsiasi comunione.

Ecco perché la famiglia è messa in discussione, rimodellata in termini di soggettivismo estremo, una società atomizzata, l’individualismo estremo che porta alla non appartenenza, slegati da ogni affettività anche quella naturale di un papà e di una mamma che vengono rimpiazzati da surrogati.

Rom 1:28  Siccome non si sono curati di conoscere Dio, Dio li ha abbandonati in balìa della loro mente perversa sì che facessero ciò che è sconveniente.

Questo è l’uomo e la via che sta percorrendo cercando di tenere lontano Dio lo porterà  verso la solitudine.

L’inferno non è altro che la mancanza di ogni bene e cioè l’abbandono totale di Dio.

Abbiamo bisogno di accoglienza, di riconciliazione con Dio prima, dopo sarà possibile riconciliarsi con gli altri.

La chiesa è un luogo dove la riconciliazione si vive prima nella comunione con Dio e di conseguenza con la comunione fraterna.

Cosa potrebbe essere per noi l’abbandono?

Nella realtà della croce Gesù muore a causa dei nostri peccati e della giusta condanna di Dio verso l’uomo cha ha abbandonato la verità.

Per donare a noi riposo – fiducia – sicurezza.